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Autismo

Centro Studi e Ricerca CNAPP
Comunicazione Facilitata
Aree di intervento




Centro Studi e Ricerca CNAPP

Centro Studi e Ricerca in Neuroriabilitazione

Sede legale e sociale: Via del Colosseo, 16A
00184 - Roma
Tel 06/23.21.90.81 Fax 06/24.40.78.01


Centro Studi sulla Comunicazione Facilitata
Data della fondazione: 28 marzo 2001
Soci fondatori: dr. Francesca Benassi (Presidente), dr. Angelo Micozzi, dr. Marzia Panella Vice-presidente, dr. Emanuela Soverchia

Presentazione
Il Centro Studi e Ricerca in Neuriabilitazione CNAPP si pone come Centro Studi per la Neuroriabilitazione a favore di soggetti con disturbi neurologici. A tal fine promuove attività di ricerca, formazione, aggiornamento e divulgazione di
metodologie neuroriabilitative senza scopo di lucro. Si pone come centro di educazione permanente per quanti, sia pubblici o privati, accedono singolarmente, sia in occasione di corsi di aggiornamento, riunioni scientifiche, seminari ecc., animati dal desiderio di migliorare la propria conoscenza e preparazione nell’ambito suddetto.
L’associazione promuove la sua attività mediante studi, corsi, ricerche sulla neurorabilitazione. Promuove attività editoriali, informatiche, di ricerca e divulgazione in ambito neuroriabilitativo.
Promuove iniziative per l’integrazione dei disabili. L’Associazione partecipa ad altre associazioni, cooperative, enti strutture pubbliche o private a carattere nazionale e internazionale e si avvale del contributo professionale di altre figure esterne all’associazione.

Attività svolte e in corso
Ricerca
1. Funzioni visive e postura in soggetti neurologici e con DGS
In collaborazione con: dr. W.Padula Neuroptometric rehabilitation
Vision Rehabilitation Service – New Haven, Connecticut
dr. M.L. Ciccarelli Ortottista Fatebenefratelli-Isola Tiberina Roma
dr. E. Pompili Neuropsichiatria U.O.C. TSMREe D.11 Asl Rm/C Roma
Comunicazione : DGS come disturbo di organizzazione della coerenza centrale
(l’utilizzo di lenti prismatiche nell’intervento riabilitativo del DGS)
XV Corso di aggiornamento in neurologia infantile.
Autismo e disordini pervasivi dello sviluppo.
Fondazione Mariani ONLUS - Neurologia Infantile
2. Auditory discrimination ability in autistics subjects:: an Meg study
(con IESS CNR Dip. Neuroscienze Osp. Fatebenefratelli–Roma ed Epidemiologia Tor Vergata)
Biol.Psychiatic 2003; 54
3. Tipizzazione Hla in soggetti con sindrome autistica
(completato, prossima pubbl.con ISMO - Roma) 2001
4. Prog. Sperimentale di avviamento all’utilizzo dell’indicazione con ausilio di PC per soggetti autistici con
grave disturbo della comunicazione inseriti nella scuola materna ed elementare
IRRSAE Lazio, in collaborazione con : Asl RMC, Provveditorati agli Studi di Roma e Rieti 2001

Formazione e aggiornamento

2001 – 2003
Corsi di formazione:
Autismo, DGS e integrazione scolastica:
Sviluppo della funzione prassica
Sviluppo dell’intenzione comunicativa
Lo schema corporeo
Valutazione delle strategie attivate e di compensazione
Strategie di esplorazione
Generalizzazione delle competenze
Sviluppo delle funzioni comunicative verbali e non verbali

Formazione della famiglia e degli operatori Presso i Circoli didattici

Roma e Frascati:
S.M.E Piva, 196° Circolo didattico, Col di Lana, Istituto Professionale Cesi, Istituto Tecnico Federico Caffè, S.E.S. Ferraironi, S.E.S. Contardo Ferrini, Istituto Tecnico Salvini, S.M.S.via Tor de Schiavi 175, S.E.S. Puccini Via dei Consoli, Istituto Professionale “Maffeo Pantaleoni”-Frascati, Direzione Didattica Statale II circolo di Frascati – Distretto 37°, S.E.S. “Villa Sciarra”, Direzione didattica statale I e II circolo di Frascati (Rm)– distretto 37° 230^ Direzione Didattica Statale Plesso “A.M. Lupacchino”, S.E.S. “ Don Filippo Rinaldi” 101° Circolo, S.M.S. “ Via A. Crivelli, 24”, Istituto Comprensivo Regina Elena; S.M.S. Arturo Toscanini; Liceo Psicopedagogico Sibilla Aleramo; Istituto Rosa Luxemburg; S.E.S. Raffaele
Morelli.
Presso altri Circoli didattici
Istituto Magistrale Statale “Elena Principessa di Napoli” –Rieti; Istituto Scolastico Comprensivo Sc. Materna – Sc. Elementare – Sc. Media Cetona (Siena); Liceo Classico Properzio - Assisi
2004
Progetto Assistente alla Comunicazione Facilitata per studenti con Disabilità della Comunicazione nelle scuole superiori di Roma e Provincia
Progetto La Comunicazione Facilitata A.G.S.A. Lazio ONLUS (Associazione Genitori Soggetti Autistici)
Corso di Formazione per l’assistenza specialistica di supporto all’integrazione scolastica
Roma e Provincia, Sulmona e Castel di Sangro

Attività editoriali e informatiche
2001 Cnapp. Training per la riabilitatzione uditiva e del linguaggio
Software multimediale - distribuito da TETRIS

Collaborazione con altre associazioni
1. A.G.S.A. Associazione Genitori Soggetti Autistici Sez. Lazio – Roma
2. Centro Studi sulla Comunicazione Facilitata – Genova/Roma
3. Coop. Sociale Eureka I s. a.r.l. Roma

Altre collaborazioni
1. Collaborazione con dr. M.L. Ciccarelli, Motricità oculare (Ospedale Fatebenefratelli di Roma Isola Tiberina)
2. Collaborazione con dr. A. Micozzi ISMO, Ricerca (Istituto di Medicina Omeopatica) - Roma.
3. Collaborazione con dr. E. Pompili ,Neuropsichiatria U.O.C. TSMREe D.11 Asl Rm/C
4. Collaborazione con dr. M. Elia, Neurologia IRCCS Oasi – Troina (En)
6. Collaborazione con dr. L.Emberti, Epidemiologia, Università di Tor Vergata- Roma
per l'organizzazione di attività rivolte agli associati del centro e di altre associazioni, per la promozione di attività di ricerca nel campo della neuroriabilitazione

Attività di intervento riabilitativo
Promuove attività di intervento riabilitativo in collaborazioni con figure professionali di riferimento nelle seguenti aree:
• Facilitazione della Comunicazione
• Discriminazione uditiva ed elaborazione del linguaggio
• Funzioni esecutive e riabilitazione
• Valutazione e riabilitazione delle funzioni visive
• Cranio Sacrale
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Comunicazione Facilitata
1 - Centro Studi sulla Comunicazione Facilitata
Il Centro Studi sulla Comunicazione Facilitata, proprietario del marchio registrato “CF – Comunicazione Facilitata”, dal 1997 si pone come Centro di informazione e formazione a questo metodo di comunicazione, coordinando inoltre in Italia l’attività dei vari centri di formazione autorizzati.
La pubblicazione di Linee Guida da parte del nostro Comitato Tecnico Scientifico ci ha permesso di uniformare il percorso formativo, azione indispensabile a protezione di quegli utenti che da anni con successo utilizzano in vari ambiti la Comunicazione Facilitata.
Per ulteriori informazioni sul metodo, vi invitiamo a visitare il nostro sito all’indirizzo di pagina web www.geocities.com/HotSprings/Spa/2576


2- Che cos'è la comunicazione facilitata
L’area di intervento prevede un training per la strutturazione del movimento di indicazione finalizzato alla comunicazione rivolto a persone che presentano un’ assenza di linguaggio verbale, un linguaggio povero e/o decontestualizzato. Il percorso prevede un lavoro propedeutico alla comunicazione e all’alfabetizzazione. Gli obiettivi sono la progressiva riduzione ed estinzione della facilitazione, la padronanza degli usi cognitivi del linguaggio, la progressiva comparsa di un intento comunicativo. E’ previsto il coinvolgimento della famiglia, della scuola e degli operatori che condividono il contesto quotidiano della persona. La formazione degli operatori avviene attraverso la modalità prevista dal “Centro Studi sulla CF”, depositario del marchio CF (www.geocities.com/HotSprings/Spa/2576) e attraverso la valutazione dei casi.

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Aree di sottointervento:
1- Discriminazione uditiva ed elaborazione del Linguaggio
L’area di intervento prevede l’utilizzazione di un programma di educazione sensoriale informatizzato. Lo strumento ha la funzione di “facilitare” , mediante strategie ad hoc, l’analisi e la corretta discriminazione degli input sensoriali uditivi in soggetti che soffrono di problemi di connessione tra pensiero e gesto, pensiero e parola, feedback delle proprie produzioni sonore e verbali. L’utilizzo di un apparato multimediale, capace di trattare contemporaneamente suoni ed immagini, agevola il processo di apprendimento delle diverse “manipolazioni linguistiche”, in tutti quei casi in cui vi sia un disturbo della comunicazione. L’uso di canali sensoriali multipli (visivo, sonoro, tattile) facilita l’integrazione degli stimoli in entrata, favorendone l’interpretazione e la codifica. L’obiettivo è incoraggiare la produzione linguistica e la riflessione sul suo significato, mediante la corretta analisi discriminativa di suoni e parole nel tentativo di generalizzare l’abilità appresa. Il percorso prevede una valutazione iniziale, la definizione del programma riabilitativo e la supervisione in itinere.
Cnapp. Training per la riabilitatzione uditiva e del linguaggio - Software multimediale - distribuito da TETRIS

2- Movimento volontario e riabilitazione
Molti soggetti affetti da DGS, autismo e patologie neurologiche, presentano incapacità di coordinare il movimento in uno schema complesso ed ordinato. Il gesto eseguito correttamente in risposta a sollecitazioni contestuali, o a pulsioni, fallisce quando viene richiesto dall’esterno come produzione artificiale ed intenzionale. Generalmente il soggetto riesce a rappresentarsi mentalmente il gesto da compiere, ma non è in grado di tradurre la sequenza motoria in un corretto programma innervatorio: non sa cioè “come fare”.
Compito del riabilitatore è facilitare l’esecuzione del movimento scomponendolo nelle sue parti essenziali in modo da strutturare un meccanismo di programmazione, esecuzione, verifica e apprendimento di movimenti funzionali, ossia efficaci rispetto agli scopi dell’azione. Il training prevede valutazione, definizione del programma, supervisione.

3- Valutazione e Riabilitazione della Funzione visiva
L'intervento riabilitativo della Funzione visiva è rivolta a soggetti con diversi disturbi dello sviluppo neurologico, nei quali si possono osservare comportamenti anomali legati alla funzione visiva (es. sfugge lo sguardo, assume posture particolari con il capo, ect.)

A. L'intervento prevede una prima fase di valutazione che corrisponde all'osservazione di componenti neuroftalmologiche seguita da un'osservazione delle capacità neuromotorie:

1. Deambulazione
2. Bilanciamento del corpo
3. Coordinazione
4. Postura del corpo (capo e piede)
Questa fase di valutazione può essere approfondita attraverso la Comunicazione Facilitata per i soggetti che ne fanno uso.

B.
La seconda fase di valutazione prevede una visita ortottica
(strutturata con la Comunicazione Facilitata per i soggetti che ne fanno uso :
L’intervento prevede l'applicazione di:
1. Lenti correttive per i problemi di accomodazione e acuità visiva
2. Lenti prismatiche per i problemi visivi di convergenza e strabismo; e problemi neuromotori bilanciamento, coordinazione, deambulazione e postura.
C. All'applicazione delle lenti segue, per un periodo da valutare in funzione del singolo caso, una riabilitazione delle funzioni visive e cognitive attraverso esercizi specifici riabilitazione dell'attenzione selettiva e coordinazione oculo manuale. Questa fase riabilitativa può precedere in alcune situazioni l'applicazione delle lenti per favorire la tollerabilità delle stesse.
D. Sono previsti incontri di controllo ortottico a scadenza quadrimestrale, durante il periodo di applicazione delle lenti.

4- Cranio Sacrale
La terapia Cranio Sacrale (J.Upledger 1983) è una tecnica di terapia manuale che viene applicata tanto in ortopedia quanto nelle terapie neuroriabilitative e neuropsichatriche dei bambini e degli adulti. Il sistema cranio-sacrale è un’unità funzionale formata dalle strutture ossee cefalo-rachidiane, dalle meningi e dal liquor. Un deficit funzionale di questo sistema è riscontrabile in molte situazioni patologiche: deficit neurologici complessi (autismo), sindromi cromosomiche
(monosomie e polisomie), disturbi generalizzati dello sviluppo. L’applicazione della terapia cranio-sacrale è articolarmente indicata nei casi in cui si manifesti iperattività, disturbi percettivi e della motricità volontaria, e come coadiuvante di terapie riabilitative specifiche. Le tecniche cranio-sacrali non comportano manipolazioni traumatiche e sono dunque generalmente ben accette anche da persone che hanno difficoltà a collaborare. L’intervento si articola in una prima fase di valutazione ed un ciclo breve di terapie che può essere eventualmente ripetuto.

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